"Gli aiuti per i nuovi nati, come anche per le giovani coppie che acquistano casa e per le famiglie che mandano i figli negli asili nido, sono certo dei segnali positivi", ma "si rimane nell’ambito di cifre che non consentono di impostare una politica familiare capace di incidere seriamente sull’andamento demografico". E’ il giudizio dei vescovi italiani sul capitolo della legge finanziaria che riguarda la famiglia ed il sostegno per la nascita e il mantenimento dei figli. Le parole "senza figli non c’è futuro" – ha detto infatti il card. Camillo Ruini, presidente della Cei, aprendo oggi ad Assisi la 55a assise episcopale pronunciate da Giovanni Paolo II e ripetute da Benedetto XVI nell’udienza del 2 novembre, rimangono "l’avvertimento più serio per quanti hanno peculiari responsabilità nella vita sociale e per tutto il nostro popolo. Il leggero incremento del tasso di natalità che si registra costantemente nel nostro Paese in questi ultimi anni ha aggiunto il cardinale rappresenta, in un quadro che rimane assai oscuro, un segno di speranza". I vescovi italiani si scagliano, inoltre, contro la "corsa, in atto in alcune regioni, ad introdurre l’uso della pillola abortiva Ru-486", definendola "un ulteriore passo in avanti nel percorso che tende a non far percepire la reale natura dell’aborto, che è e rimane soppressine di una vita umana innocente". La Chiesa italiana esprime, infine, "grande preoccupazione" per il "rapido diffondersi del consumo della cocaina, droga devastatrice anche se presentata come piacevole stimolante. Sul versante della droga ha detto Ruini l’Italia rimane pesantemente esposta, anche e sempre più per quanto riguarda i giovanissimi, con enormi sofferenze di tante famiglie": occorre, dunque, "un deciso incremento dell’attenzione e degli sforzi, sul triplice fronte della prevenzione, della repressione e della cura e ricupero dei tossicodipendenti".