"Valorizzazione dello specifico ruolo di laici nella missione evangelizzatrice della Chiesa e difesa della loro presenza nell’ambito della società civile". Questo secondo Giorgio Campanini, professore associato di storia delle dottrine politiche all’Università di Parma, il ruolo del laicato nella prospettiva del Beato Scalabrini, come ha illustrato oggi a Piacenza nel corso del convegno "L’ecclesiologia di Scalabrini".
"Per Scalabrini – ha detto il relatore ‘la Chiesa è formata dal clero e dai laici, così che non può stare il clero senza i laici né questi senza il clero’". E’ da questo pensiero che consegue "la costante cura con cui il vescovo di Piacenza si rapportò al laicato, del quale si avvalse per definire la strategia pastorale della sua diocesi". Ecco quindi "la valorizzazione del ruolo dei laici nella catechesi e l’ampio spazio accordato a loro nell’associazione S. Raffaele, costituita per venire incontro alle esigenze degli emigranti".
Sotto un altro profilo evidenziato dal relatore "la posizione conciliatorista di Scalabrini favorisce indirettamente una presenza più incisiva del laicato nella società. Allorché il vescovo ipotizzò la possibilità che "deputati cattolici" sedessero in Parlamento e prese posizione contro l’idea di un partito cattolico strettamente legato alla gerarchia". Una posizione ha spiegato il relatore vicina a quella di Luigi Sturzo con cui condivideva "l’aspirazione a una presenza laicale nella società che, da una parte, evitasse una diretta compromissione della Chiesa in politica, e dall’altra, consentisse ai credenti di dare un loro apporto alla costruzione di una società ispirata ai principi cristiani".