Secondo la ricerca Caritas la Rai gioca il ruolo più significativo nell’informazione di guerra, con il 59,7% del totale dell’informazione complessiva sui conflitti, mentre i gruppi Mediaset e La7-Tmc coprono la quota rimanente (40,3%). I tre conflitti meno mediatizzati si suddividono il residuo 2,1% di informazione complessiva: alla Colombia l’1,1%, al Congo lo 0,7%, a Sri Lanka lo 0,3%. Dal rapporto emerge che “aumenta il numero delle guerre civili e, più in generale, delle guerre diluite nel tempo e nello spazio. Ma cresce anche la domanda di mediazioni nonviolente”. Secondo un sondaggio Swg commissionato dalla Caritas, su un campione rappresentativo della popolazione italiana, l’80% degli intervistati chiede di potenziare il ruolo dell’Onu e il 42% ha fiducia nella capacità del Papa e della Chiesa cattolica di costruire la pace. Il 78% degli italiani esclude invece la possibilità teorica di “guerre giuste”, mentre il 97% degli intervistati ritiene che dietro ogni conflitto, anche quello più dimenticato e periferico, vi sono concreti interessi internazionali, di tipo economico e politico. La maggioranza degli italiani si schiera inoltre a favore della prevenzione della guerra (77% degli intervistati). Evidente invece il forte calo di consensi per l’Unione europea: già nel 2001 aveva riscosso un debole 7% di consensi, ore giunge a valori prossimi all’azzeramento totale (2%).