“I prossimi dieci anni costituiscono per l’Italia una finestra temporale entro cui le organizzazioni ecclesiastiche potranno affrontare le difficoltà” dovute alla diminuzione del clero “non con l’acqua alla gola e sotto la pressione di necessità stringenti”, ma “preparandosi a gestire e non semplicemente a subire le notevolissime novità interne ed esterne”. E’ quanto si legge nelle conclusioni della ricerca “La parabola del clero. Uno sguardo socio-demografico sui sacerdoti diocesani in Italia” (schede sintetiche, *.pdf – 322kb), presentata questa mattina a Roma. “Un tempo aggiuntivo” rispetto a Francia e Spagna che, avvertono gli autori dello studio, Luca Diotallevi e Stefano Molina, non deve però trasformarsi “in un alibi per non affrontare attivamente il necessario aggiornamento di istituzioni, organizzazioni, strategie e prassi”. Novità che “vanno affrontate a livello diocesano, interdiocesano, regionale e nazionale”. Secondo l’indagine, “è possibile attenuare gli impatti negativi delle tendenze in atto nel clero diocesano sostenendo la ripresa delle ordinazioni, fenomeno che non è in grado di autosostenersi senza politiche vocazionali e formative”. “L’attenzione alla formazione seminaristica è certamente necessaria, ma pensare che sia sufficiente rappresenterebbe un errore. Punti chiave – conclude la ricerca – appaiono in particolare la parrocchia e le strutture associative”.