“Nonostante la riduzione intervenuta nel corso dell’ultimo secolo, la densità media del clero in Italia (0,56 sacerdoti ogni 1.000 abitanti) rimane nettamente più elevata di quella di Belgio e Spagna (0,46) e di Francia e Austria (0,31)”. E’ quanto si legge nella ricerca “La parabola del clero. Uno sguardo socio-demografico sui sacerdoti diocesani in Italia” (schede sintetiche, *.pdf – 322kb), presentata questa mattina a Roma. Si tratta, tuttavia, di sacerdoti mediamente anziani (60 anni) e in progressiva diminuzione numerica: uno scenario di scarso ricambio generazionale in cui, secondo l’indagine, si sta facendo strada il fenomeno dei preti stranieri incardinati in diocesi italiane: all’inizio del 2003 quasi 1.500, il 4,5% del totale dei sacerdoti diocesani, e con un’età media di 44 anni. Con 232 sacerdoti in servizio in Italia, la Polonia è il primo Paese di provenienza, seguita da Zaire, Colombia, India, Francia e Romania. “I meccanismi di riproduzione del clero – si legge nella ricerca – sfuggono a qualsiasi tentativo di inquadramento entro i rigidi schemi economici del rapporto tra domanda e offerta di lavoro; ma è altrettanto chiaro che una qualche forma di parallelismo sembra esistere. Il processo di etnicizzazione professionale avviato in alcuni campi genera immagini e aspettative che – secondo l’indagine – inevitabilmente si proiettano anche sull’orizzonte professionale del sacerdote immigrato, e dunque sul clero nel suo insieme”.