"Se ben gestito, il processo di allargamento costituisce uno degli strumenti politici più potenti e più efficaci dell’Unione europea. La forza di attrazione dell’Ue contribuisce alla trasformazione democratica ed economica dei paesi interessati". Olli Rehn, commissario incaricato di seguire l’ampliamento dei confini comunitari, commenta con queste parole la nuova strategia definita ieri dalla Commissione per "seguire l’avvicinamento di Croazia, Turchia e Balcani all’Unione" e per verificare la "capacità di assorbimento dell’Ue". L’Esecutivo, ha spiegato Rehn, "verificherà costantemente i progressi compiuti dai vari paesi interessati e presenterà un rapporto al Consiglio europeo entro il 2006". I cardini su cui si basa la strategia sono tre: "Consolidare gli impegni dell’Unione in materia di allargamento; applicare condizioni eque e rigorose a tutti i candidati; comunicare meglio ai cittadini" questa prospettiva politica e istituzionale. La Commissione si è impegnata per "un’applicazione rigorosa dei criteri fissati per l’adesione", accanto a "un approccio equo, che ricompensi i paesi candidati per i progressi effettivamente compiuti". Per Croazia e Turchia il processo è in una fase più avanzata, essendosi aperti i negoziati ufficiali il 3 ottobre. L’Albania si trova un poco più avanti in questo cammino rispetto a Serbia e Montenegro e Bosnia-Erzegovina. La Commissione ha poi raccomandato al Consiglio Ue di riconoscere all’ex Repubblica jugoslava di Macedonia lo status di candidato. ” ”