BENEDETTO XVI: DIO NON E’ "UN SIGNORE IMPLACABILE", MA "UNA PERSONA CHE AMA LE SUE CREATURE", LA BELLEZZA DEL CREATO E L'”INGANNO” DELL’ATEISMO

Dio non è "un Signore impassibile e implacabile, un essere oscuro e indecifrabile, simile al fato, contro la cui forza misteriosa è inutile lottare", ma "si manifesta come una persona che ama le sue creature, le segue nel cammino della storia e soffre per le infedeltà che spesso il popolo oppone al suo ‘hesed’, a suo amore misericordioso e paterno". Lo ha detto il Papa, che nell’udienza generale di ieri in piazza S. Pietro ha definito il creato "il primo segno visibile" della "carità divina". "Prima ancora di scoprire il Dio che si rivela nella storia di un popolo – ha osservato infatti il Santo Padre commentando la prima parte del salmo 135 – c’è una rivelazione cosmica, aperta a tutti, offerta all’intera umanità dall’unico Creatore. Esiste, dunque, un messaggio divino, segretamente inciso nel creato e segno del ‘hesed’, della fedeltà amorosa di Dio che dona alle sue creature l’essere e la vita, l’acqua e il cibo, la luce e il tempo". "Bisogna avere occhi limpidi per contemplare questo svelamento divino", ha ammonito il Pontefice, che al termine della catechesi ha citato un commento al salmo di San Basilio Magno, dove si richiamano "alcuni" uomini che, "tratti in inganno dall’ateismo che portavano dentro di sé, immaginarono l’universo privo di guida e di ordine, come in balia del caso". Benedetto XVI, terminando a braccio la catechesi, ha definito le parole di questo padre del IV secolo "di un’attualità sorprendente":  “Quanti sono oggi – ha esclamato il Papa – questi ‘alcuni’". Ed ha concluso affermando che "il Signore con la Sacra Scrittura risveglia la ragione che dorme e ci dice che all’inizio c’è la Parola creatrice, la ragione creatrice che ha creato tutto, che ha creato il progetto intelligente del cosmo che è anche amore".