” “Un "cambiamento radicale di orientamento nella comunicazione mediatica" per "contribuire a costruire un mondo di pace, di rispetto e di solidarietà". A chiederlo è Signis (associazione mondiale cattolica per la comunicazione) nel corso dell’assemblea che sta riunendo a Lione (dal 4 all’11 novembre) professionisti delle comunicazione provenienti da tutto il mondo su "I media al servizio di una cultura di pace". I partecipanti hanno approvato ieri un documento, "La Dichiarazione di Lione", che esprime un impegno per la pace nato al termine di una riflessione avviata negli anni scorsi. "All’inizio del XXI secolo si legge nel testo – c’è l’urgenza di sviluppare una cultura di pace per rispondere alle speranze espresse dai popoli del mondo, di fronte al susseguirsi di violenze dovute alla mancanza di rispetto verso la dignità dell’altro. Una tale mancanza di rispetto è generata da molteplici cause tra cui la fame e le ingiustizie strutturali, il nazionalismo, i conflitti etnici e religiosi, il terrorismo e le guerre". Per questo prosegue la Dichiarazione di Lione – "constatiamo e sottolineiamo che la pace passa oggi necessariamente per i media. Così come i media popolari e di intrattenimento hanno la capacità di essere mediatori", nello stesso modo i mezzi di comunicazione possono svolgere un "ruolo essenziale" per "favorire la comprensione reciproca e la solidarietà". (segue)