TAV TORINO-LIONE: SETTIMANALE CATTOLICO "LA VALSUSA", "TROPPE LE CRITICITÀ"

"Attraversamento di una valle già pesantemente interessata da infrastrutture (la più recente è l’autostrada del Frejus); inquinamento acustico in zone che verrebbero interessate dal passaggio di oltre 400 treni al giorno; scavo di gallerie in montagne contenenti notevoli quantità di amianto": sono queste, secondo Bruno Andolfatto, redattore del settimanale diocesano "La Valsusa" – le principali "criticità" che hanno motivato la protesta popolare dei giorni scorsi contro la Tav (treni ad alta velocità) Torino-Lione. Dopo la fase acuta dei blocchi stradali e degli scontri con le forze dell’ordine, la calma sembra essere tornata in valle ma – aggiunge Andolfatto – "la protesta valsusina continua con una sciopero generale della valle di Susa indetto per mercoledì 16 novembre. Sarà la risposta della valle al blitz notturno con cui, nella notte del 31 ottobre, le forze dell’ordine hanno occupato un’ampia zona della montagna di Mompantero per consentire l’avvio dei sondaggi per la nuova linea ferroviaria". Le vicende valsusine hanno suscita l’attenzione dei media nazionali e di oltralpe. In valle corrono già una ferrovia, un’autostrada e due strade statali. "Quella del 16 novembre – prosegue Andolfatto – dovrà essere una giornata epica, che rimarrà nella storia della nostra valle. Tra le curiosità di queste proteste, il singolare ruolo di don Pierluigi Cordola, arciprete di Bussoleno, che ha guidato i "rivoltosi", affermando tra l’altro: "Attenti (rivolto ai politici piemontesi, ndr) questa non è la Torino-Lione, al massimo potrà essere la Milano-Lione o la Novara-Lione. Perchè Torino è tagliata fuori dal progetto". "A me pare – ha poi concluso – che un simile progetto si possa definire inumano".