CHIESA E CITTA’: MONS. RAVIGNANI (VESCOVO TRIESTE), “RIAFFERMARE INTEGRALMENTE LA NOSTRA FEDE” CONTRO “RELIGIOSITA’ SENZA NOME”.

” “Di fronte alla crescente presenza di altre religioni, ad “esperienze spirituali nuove” ed al diffondersi di “una religiosità senza nome, magari privata, modellata sul ‘fai da te’, che prelude ad una crescita dell’indifferentismo religioso”, i cattolici sono chiamati “a riaffermare, con chiarezza e serenità, senza ostentazione né avidità, integralmente” la propria fede. Lo ha detto mons. Eugenio Ravignani, vescovo di Trieste, nell’omelia della messa celebratasi oggi in cattedrale in occasione della festa del patrono della città, san Giusto. “Non sarebbe rispettoso di un dialogo leale non presentarci per quello che veramente siamo”, ha detto il presule riferendosi al “contesto multireligioso” di Trieste: “ma ciò – ha aggiunto – presuppone un permanente approfondimento della Parola di Dio, che dà fondamento al nostro credere ed illumina il nostro vivere”. Tra le urgenze della città, il vescovo ha segnalato la “situazione delicata” che attraversa la famiglia, invitando i fedeli a “consolare quelle famiglie che si trovassero in situazioni sofferte e difficili” e ad offrire loro “accoglienza, comprensione ed affetto”. Altro “problema serio” che, secondo il presule, “richiede prudenza per l’oggi e lungimiranza saggia per il domani, ma non può essere risolto con le chiusure e con i timori”, è quello dell'”accoglienza di quanti vengono qui a cercare casa e lavoro e chiedono di integrarsi nella nostra società”. Per contrastare, infine, “l’offuscarsi di alcuni valori fondamentali che potrebbero assicurare alla società una convivenza ordinata e tranquilla nel rispetto delle persone e delle istituzioni e nella legalità”, mons. Ravignani invita a “riproporre i grandi valori della vita, della famiglia, della dignità del lavoro, dell’educazione alla legalità, del convergere degli sforzi di tutti per assicurare il bene comune un a una convinta ed attiva solidarietà”.