BENI CULTURALI: MONS. BETORI, LA CHIESA HA "PIENA CITTADINANZA" NELLA VITA DEL PAESE, PROSEGUIRE NELLA "COLLABORAZIONE" TRA STATO E CHIESA

"La Chiesa non è né si sente estranea al Paese: chi volesse ignorare questo dato di fatto, con ciò stesso rinnegherebbe una componente imprescindibile dell’identità nazionale, un fattore essenziale delle sue radici che, per quanto ci riguarda, vogliamo continuare a sviluppare e a mettere al servizio di tutti". Lo ha detto mons. Giuseppe Betori, segretario generale della Cei, intervenendo oggi al Convegno n corso alla Fondazione Cini di Venezia, sul tema “Il patrimonio culturale di interesse religioso dopo l’intesa del 26 gennaio 2005” Venezia, per iniziativa dell’Istituto di Diritto Canonico San Pio X e del Cesen dell’Università Cattolica del Sacro Cuore. Analizzando i contenuti dell’intesa sui beni culturali recentemente sottoscritta dalla Cei e dal Ministero per i beni e le attività culturali, Betori ha ricordato che essa è coerente con l’art. 12, n. 1, dell’Accordo di revisione del Concordato lateranense, siglato nel 1984, in cui si afferma "il principio della collaborazione fra la Santa Sede e la Repubblica italiana, nel rispettivo ordine, per la tutela del patrimonio storico e artistico". Un’affermazione, questa,che il segretario generale della Cei ha definito "da un lato innovativa rispetto al Concordato lateranense, dall’altro pienamente coerente e conseguente con l’idea-chiave dell’Accordo del 1984, che all’art. 1, "dopo aver ribadito il consolidato principio dell’indipendenza e della sovranità della Repubblica italiana e della Santa Sede, ciascuna nel proprio ordine, impegna le parti ‘alla reciproca collaborazione per la promozione dell’uomo e il bene del Paese" (segue).