Una "Marcia per i pozzi dell’acqua nel deserto" è la singolare iniziativa, alla quale parteciperanno gruppi italiani e locali, che si svolgerà in Ciad il prossimo anno per sensibilizzare l’opinione pubblica, e la cooperazione italiana, sul tema della scarsità di risorse idriche e della lotta alla desertificazione. Della Marcia si parlerà nel corso di un convegno su "L’impatto ambientale della cooperazione. Le crisi ambientali e le risposte della cooperazione allo sviluppo", che si svolgerà il 7 novembre a Roma per iniziativa del Centro interuniversitario per lo sviluppo sostenibile e dell’Università La Sapienza di Roma. L’iniziativa rientra nell’ambito del progetto "Sahara Verde" per lottare contro la desertificazione nella zona del Kanem, in Ciad. Qui le persone non hanno accesso alle risorse idriche, con conseguenti problemi igienici e sanitari come il rischio di ammalarsi di tifo, colera, epatite. Il progetto intende costruire nei prossimi due anni pozzi, forni solari (che permettono di trasformare i raggi solari in calore per cucinare cibo) e ripristinare oasi naturali in 18 villaggi sahariani. In Ciad il 54% degli 8 milioni di abitanti vive al di sotto della soglia della povertà e solo il 23% della popolazione ha accesso all’acqua.