PASOLINI: DON ORIONE, "NEL 1963 INCONTRÒ FRATE AVE MARIA. UN COLLOQUIO ‘STRAORDINARIO’"

Lo scrittore e regista Pier Paolo Pasolini incontrò nel 1963 frate Ave Maria, l’eremita cieco della Divina Provvidenza (Opera Don Orione) dichiarato "venerabile" nel dicembre ’97. La notizia, scovata grazie alle ricerche dell’Opera Don Orione, viene resa nota oggi. "Era la primavera del 1963. Pier Paolo Pasolini stava lavorando all’ideazione del film ‘Il vangelo secondo Matteo’ – si legge nella nota -.  Egli era interessato a conoscere da persone ritenute ‘mistiche’ e ‘sante’ come pensassero a Gesù, come si immaginassero le scene del Vangelo, come le avrebbero volute rappresentate. Angela Volpini gli parlò di Frate Ave Maria che ella conosceva e frequentava dal 1958. Pier Paolo Pasolini decise di salire all’eremo. In compagnia della Volpini, Pasolini arrivò dall’eremita già noto per fama di santità". I due si parlarono per un paio d’ore da soli. Pasolini uscì dall’incontro entusiasta. “Frate Ave Maria aveva tutta l’attenzione per me – queste le sue parole di allora -. Parlava con tale naturalezza, pur nel suo linguaggio religioso, da risultare non solo rispettoso, ma affascinante. Non si è stupito del mio scetticismo e mi ha detto che il ‘suo Gesù’ ama più i lontani che i vicini, che non si scandalizza di niente e che solo Lui conosce davvero il cuore umano". Durante la visita all’eremo ogni tanto esclamava: “Che luogo! Che uomo! Che colloquio straordinario!”.  “L’amico che mi hai portato oggi – disse poi frate Ave Maria ad Angela Volpini – ha bisogno di vedere tanta fede, tanto amore, tanta innocenza, per far uscire dal suo cuore il suo grido d’amore, oltre che di denuncia. Stagli vicino. Se quest’uomo potesse servire il Signore, chissà che cose meravigliose farebbe!”.