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” “"Doppiamente discriminati", perché "sebbene appartengano ad una fede nata in quella terra, sono talvolta visti con sospetto dai loro vicini". Sono i cristiani di Palestina, sulle cui condizioni ha richiamato l’attenzione mons. Celestino migliore, osservatore permanente della Santa Sede all’Ou, intervenendo alla 60° sessione dell’assemblea generale delle Nazioni Unite dedicata all’Agenzia per i Rifugiati Palestinesi in Medio Oriente. "Gli estremismi religiosi di ogni tipo, presenti in attacchi, abusi e violenze registratisi di recente nell’area intorno a Betlemme, è la denuncia dell’esponente vaticano, "non devono essere tollerati", mentre va garantito l’accesso di tutti i palestinesi "al lavoro, al commercio, all’educazione, alle cure mediche", nel nome del "diritto di tutti i popoli di vivere in pace e in sicurezza" e partendo dalla convinzione che "la Terra Santa ha grandissimo bisogno di ponti e non di muri".
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