Passi in avanti nella ricostruzione post-tsunami in Sri Lanka. Il Cipsi in collaborazione con il partner locale Prda (Peoples’s rural development association) consegna domani alle vittime dello tsunami di Mawella, nello Sri Lanka meridionale, le prime 27 case ricostruite, 26 barche, 35 motori, 30 set di reti – che permetteranno a 130 pescatori di riprendere la propria attività – e i risultati del sostegno apportato a 37 piccole imprese locali. La comunità compresa tra l’Oceano e la Laguna di Mawella è formata da 11 villaggi duramente colpiti dallo tsunami, con 67 persone morte, 10 ancora scomparse, 155 case distrutte ed altrettante deteriorate, 60 piccole imprese danneggiate, tre quarti delle barche e delle attrezzature da pesca portate via dal mare, e oltre 500 famiglie che devono riprendere la consueta attività lavorativa, ossia la pesca, per sostentarsi. Le attività, finora realizzate nell’ambito di “Rebuilding Mawella”, sono state cofinanziate dalla cooperazione italiana e della Regione Lombardia, cui si stanno unendo altri donatori. Il progetto prevede di completare la ricostruzione delle infrastrutture collegate alla pesca (centro per pescatori, fabbrica del ghiaccio), acquistare ulteriori barche ed attrezzature da pesca; ricostruire il centro comunitario; avviare un fondo di microcredito su base comunitaria per sostenere i piccoli produttori locali. Per quanto riguarda l’intervento abitativo il progetto mira alla costruzione di altre 26 case (quindi in totale 53). Sempre il Cipsi ha organizzato oggi a Bergamo la cerimonia di chiusura della seconda edizione del Master in microfinanza promosso insieme all’Università di Bergamo e alla Fondazione Giordano dell’Amore, con 33 laureati di cui 26 africani.