“La donna rappresenta sempre l’altro che mi sta davanti. In un certo senso la traccia della presenza di Dio nell’umanità è legata per sua natura al mondo femminile molto più di quanto non sia legata a quello maschile”. Così mons. Angelo Scola, patriarca di Venezia, sulla proposizione del Sinodo che riconosce la singolare missione della donna nella famiglia e nella società, in una conversazione con il settimanale Gente Veneta, l’emittente GvRadio del circuito InBlu e il portale www.gvonline.it. Parte dell’intervento sarà questa sera su old.agensir.it.
“Nella Genesi – ha detto il card. Scola nell’intervista integralmente proposta dai tre media diocesani di Venezia – essa è l’Altro che sta davanti ad Adamo come l’Altro. E’ come il volto che risponde allo sguardo. In questo senso c’è un segno che la donna si porta dentro, senza confondere questo con il discorso sui ruoli, c’è un segno del mistero che è potente”.
A proposito della proposizione sinodale n.8 che incoraggia i coniugi a percorrere cammini di spiritualità nutriti dall’Eucaristia, il Patriarca di Venezia ha detto: “I Padri hanno visto che esiste un nesso indissolubile tra matrimonio e Eucaristia: perché che cos’è l’Eucaristia se non l’espressione dell’amore totale, incondizionato del figlio di Dio fatto uomo? E cos’è il matrimonio se non il tentativo di vivere il riflesso di questa esperienza elevatissima nella normale relazione umana che è il rapporto tra uomo e donna?”
“Quindi – ha concluso – l’amore è uno, ma questa esperienza dell’amore ognuno di noi la vive a partire dal modo con cui un uomo e una donna lasciano le loro famiglie e si mettono insieme, si aprono alla vita e fanno quest’esperienza in concreto giorno dopo giorno. L’Eucaristia altro non è, in questo senso, se non il punto in cui sono riaperto a questa possibilità straordinariamente rigenerativa dell’amore, che magari, per i miei limiti o per i limiti dell’altro, perdo strada facendo”.