"E’ più sano per l’intelligenza dei nostri ragazzi e bambini fantasticare sulle streghe o conoscere la storia dei grandi santi che hanno vivificato il nostro patrimonio culturale e la nostra tradizione cristiana?". Questo l’interrogativo che l’Azione Cattolica di Vicenza, su iniziativa dell’Acr, invita a porsi, esprimendo una "preoccupazione educativa" sulla festa di Halloween, quando già da qualche settimana i centri commerciali o i negozi sono piene di zucche arancioni, cappelli da strega e bacchette magiche, maschere di scheletri e mostri. "Come Azione cattolica si legge in una nota esprimiamo la preoccupazione di quali modelli educativi trasmettiamo ai ragazzi ed intendiamo esprimere la nostra contrarietà al diffondersi di una ‘festa’ che fa dello spiritismo e del senso del macabro il suo centro ispiratore". L’Ac di Vicenza si scaglia, in particolare, contro chi ritiene il diffondersi della festa di Halloween nel nostro Paese "un evento che appare innocuo, che tutto sommato riguarda i ragazzi, che non fa male a nessuno". "Come educatori sostiene invece l’Ac dovremmo innanzitutto interrogarci sui motivi che portano i ragazzi a festeggiare per strada la sera tra il 31 ottobre e il 1° novembre riportando in luce antichi culti pagani. Certamente Halloween, evento appartenente alla tradizione anglosassone è la conclusione della nota non può avere nella nostra società e cultura lo stesso significato, se non uno meramente economico, trasformando ancora una volta i nostri ragazzi in tanti piccoli possibili consumatori, incapaci ancora però di distinguere tra i modelli educativi a loro proposti".