Pubblichiamo la nota Sir di questa settimana.
È stato un Sinodo ricco, aperto, vivace. E non è forse un caso che la sua conclusione si sia intrecciata con la prima canonizzazione del pontificato di Benedetto XVI e la celebrazione della Giornata missionaria mondiale. C’è un evidente e decisivo legame, che dice delle grandi sfide, ma anche della grande vitalità della Chiesa, oggi, nel mondo accelerato e contraddittorio di questo inizio secolo, cui si applica il dinamismo della fede e della vita della Chiesa.
"Il sacrificio di Cristo si legge nelle proposizioni conclusive è mistero di liberazione che ci interpella". Ecco dunque l’impegno "a trasformare le strutture ingiuste per ristabilire la dignità dell’uomo, creato a immagine e somiglianza di Dio". Così "il movimento dinamico" per cui "l’Eucaristia diventa nella vita ciò che essa significa nella celebrazione" si applica a tutte le situazioni di ingiustizia, "incoraggia i cristiani a impegnarsi e a operare nella vita politica e sociale".
Su questa strada, cioè sulla via di fare risaltare appieno questa dinamica vitale e liberante, c’è molto da fare. C’è soprattutto da operare definitivamente quel salto che porta a superare una cultura dell’impegno sociale e le conseguenti contrapposizioni che vengono dal secolo scorso, per cui operare per la giustizia e contro le disuguaglianze economiche sarebbe "di sinistra" e invece operare per il rispetto e la promozione della vita sarebbe "di destra". In realtà, il dinamismo liberante della vita di fede che ha alla sua sorgente proprio l’Eucaristia – reclama di essere applicata all’integralità della persona e delle situazioni sociali. Con la precisazione di una cornice evocata nella significativa proposizione su "Eucaristia ed ecologia", intendendo quest’ultima non in modo sentimentale o materialistico, ma nel suo valore profondo, collegando "la dottrina sulla creazione a quella sulla novera creazione, inaugurata nella Risurrezione di Cristo, nuovo Adamo, che ha dato alla Chiesa il compito di preparare la trasformazione del creato nei nuovi cieli e nuova terra". Ecco allora che il Sinodo "incoraggia i cristiani a impegnarsi e a operare nella vita politica e nell’azione sociale" e invita politici e legislatori cattolici alla "coerenza eucaristica". Non si può separare l’azione privata e quella pubblica, ammoniscono i padri sinodali, né "presentare o sostenere leggi inique". È un ammonimento, ma è prima di tutto una chiara indicazione di percorso, per potere dare risposte vere a tanti, oggi, nel mondo. È proprio tempo di una nuova stagione di impegno, anche sociale e politico. Che per essere originale, autentica e feconda deve tuttavia zampillare da una vera vita di fede, come è sempre successo, peraltro, nella storia.