‘NDRANGHETA: LA DENUNCIA DELLE ASSOCIAZIONI, "ESSERE ONESTI IN CALABRIA RISCHIA DI DIVENTATARE UN’ANOMALIA"” “

“Essere onesti" in Calabria rischia di diventare "un’anomalia", e per “sottrarre i giovani all’influenza della mafia” c’è bisogno di "leggi speciali" e strumenti straordinari per il lavoro, aiuti per le imprese e le cooperative. È la dura presa di posizione, dopo l’efferato delitto del vicepresidente del Consiglio regionale della Calabria, Francesco Fortugno, di un gruppo di cooperative e associazioni calabresi, molte delle quali riunite nel Consorzio diocesano “Goel”, che raccoglie varie cooperative sociali e associazioni impegnate nel territorio, stimolati e coordinati dalla pastorale sociale e del lavoro della diocesi di Locri-Gerace con il sostegno del vescovo mons. Giancarlo Bregantini e del progetto Policoro. “Gli spazi di legalità sono così ristretti che diventano veri e propri interstizi, a stento presidiati da persone eroiche che resistono malgrado tutto", scrivono le associazioni in un documento dal titolo “Perché la Locride riviva”. Nella Locride, un territorio di appena 140.000 abitanti, in poco più di 1 anno si sono registrati 22 omicidi, senza contare "lo stillicidio quotidiano di violenze, intimidazioni, usura, tangenti, traffici, corruzione”. Le cooperative e le associazioni della Locride chiedono più fondi e non tagli per i servizi sociali, e alla Regione l’attivazione dei “Piani di Zona”, affinché "la devianza non alimenti la ‘ndrangheta”. Nella diocesi di Locri-Gerace il 7 novembre si terrà un incontro sul tema “Etica e sviluppo locale”.