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” “”Non esiste un unico modello sociale europeo, migliore o più efficace di altri. Dobbiamo evitare di cadere in questa trappola. Le risposte alle esigenze dei cittadini fornite in Francia, nei Paesi scandinavi o in Grecia sono differenti da quelle adottate in altri Paesi. Ciò che è importante è assicurare in ogni Stato, a ciascun cittadino, una eguale base di diritti e un adeguato livello di vita e di protezione sociale”. Il presidente della Commissione, José Manuel Durao Barroso, ha spiegato ieri agli europarlamentari la sua strategia per non far fallire il summit informale dell’Ue del 27 ottobre ad Hampton Court (Regno Unito). Nelle sedi comunitarie si è subito sviluppato un confronto sulle proposte della Commissione, che saranno valutate, assieme a quelle di Tony Blair (presidente di turno del Consiglio Ue) durante un dibattito al Parlamento di Strasburgo mercoledì 26 ottobre. Il presidente della Commissione ha quindi scelto la via delle “lettere”, una sui valori dell’Unione e l’altra sulle Prospettive finanziarie, indirizzate a Blair e al presidente del Parlamento dei 25, lo spagnolo Josep Borrell. “Abbiamo davanti a noi due sfide prioritarie: la prima è la mondializzazione dell’economia. La seconda è il progressivo invecchiamento della popolazione europea. Certo, questo è anche un buon segno: vuol dire che si vive di più e meglio, che le malattie vengono sconfitte. D’altro canto diminuisce la popolazione attiva, creando problemi di sostenibilità. C’è sempre meno gente che lavora e sempre più pensionati e disoccupati. Dobbiamo quindi agire assieme, investendo per far crescere la competitività economica da un lato e rivedendo i modelli sociali dall’altro”.
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