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"Se la sanzione penale non costituisce un deterrente per chi intende fare uso di sostanze dopanti ai fini di migliorare le prestazioni sportive, ci dica il Sottosegretario Pescante cosa può impedire ad un atleta di ricorrere a metodi illeciti": è la posizione espressa oggi in una nota dal presidente nazionale dell’Unione Sportiva Acli Alfredo Cucciniello dopo che il sottosegretario con delega allo sport Mario Pescante aveva proposto di depenalizzare l’uso di sostanze dopanti per gli atleti eventualmente trovati positivi ai controlli durante le Olimpiadi di Torino 2006. "A costo di passare per demagoghi, – ha aggiunto Cucciniello -, così come ha dichiarato Mario Pescante nella cerimonia per la presentazione del progetto italiano di risoluzione dell’ONU sulla tregua olimpica, noi chiediamo al Governo e al mondo dello sport di non abbassare la guardia di fronte al fenomeno doping e di mantenere una rigidità che provi almeno a salvaguardare i valori dello sport". L’US Acli ha quindi espresso il proprio "sconcerto" per questa proposta, che se accolta "favorirebbe il moltiplicarsi di pratiche contrarie ai principi di lealtà, all’etica e ai valori dello sport e alla salvaguardia della salute delle persone". La stessa associazione ha però sottolineato che occorre arrivare ad una "armonizzazione della legislazione europea", cosi che non sorgano conflitti di competenza e di interpretazioni ai vari livelli nazionali.