TRATTA ESSERI UMANI: DRAMMATICA TESTIMONIANZA DI UNA RAGAZZA ROMENA, "NON SAPEVO NIENTE…"

"A casa non sapevo niente, non sapevo nemmeno cosa volesse dire andare sulla strada. A 16 anni mi sono fidata di un amica del liceo e di un suo giro di conoscenze, sono stata violentata e per la vergogna non ho detto niente a mia madre. Con l’inganno mi hanno detto che in Italia avrei potuto trovare lavoro come baby sitter. Invece mi sono ritrovata in strada. Mi hanno venduto agli albanesi per 3.000 euro”. È una testimonianza scioccante, per la prima volta in un convegno pubblico, quella di Angela, 19 anni, romena, che tra le lacrime ha raccontato a un uditorio silenzioso e commosso la sua dura esperienza di vittima della tratta. È accaduto oggi a Firenze durante le Giornate europee "Insieme contro la schiavitù contemporanea" promosse da Emmaus internazionale ed Emmaus Europa. Angela, che oggi è accolta dall’Associazione Papa Giovanni XXIII, vuole far conoscere la sua drammatica esperienza – nonostante la sofferenza che le procura il racconto – "per dare la forza ad altre ragazze di denunciare ed uscire dalla strada". “Era terribile vedere la tv e sentir descrivere la prostitute come rovina famiglie – ha aggiunto -. Possibile che nessuno pensi che è dovuto ai clienti… che cercano altre donne invece di stare a casa con le propri mogli?". Angela descrive mesi di inferno – "quando i nostri sfruttatori erano arrabbiati tra loro picchiavano noi" – e la delusione di quando pensava di aver trovato una via d’uscita ed ha chiamato un numero verde di aiuto alle vittime: "Ho telefonato due volte, ogni volta mi chiedevano il nome del mio sfruttatore. Io avevo paura e non parlavo. Loro mi chiudevano il telefono in faccia". Poi è arrivata una retata della polizia e il provvedimento di espulsione. "Ma siccome hanno scoperto che ero minorenne mi hanno portato in un centro per minori. Dopo tre mesi ho fatto denuncia e sono stata accolta dall’associazione Papa Giovanni XXIII".