"È cominciato un nuovo tipo di migrazione, che vede coinvolte le persone con una formazione in discipline scientifiche, professionali o intellettuali". È questo uno dei risultati che emergono dalla prima Relazione annuale sulle migrazioni mediterranee, riferita al 2005 e presentata oggi a Bruxelles dal Carim, Consorzio euromediterraneo per la ricerca applicata sulle migrazioni internazionali. La struttura è stata creata lo scorso anno dall’Ufficio per gli aiuti umanitari della Commissione europea (Echo), così da avere dati e statistiche aggiornate e un quadro più completo dei flussi migratori nel vecchio continente nelle regioni vicine. Lo studio presenta "un quadro regionale, seguito da una sezione dedicata ad ognuno dei dieci paesi mediterranei del Medio Oriente e del Nord Africa, ossia i cosiddetti Med-Mena: Algeria, Egitto, Giordania, Israele, Libano, Marocco, Siria, Territori palestinesi, Tunisia e Turchia". Contiene, inoltre, "informazioni sulla dimensione demografica, economica, giuridica e politica delle migrazioni". Secondo il vicepresidente della Commissione Ue, Franco Frattini, che si occupa di migrazioni nell’ambito delle competenze dell’Esecutivo, "tale relazione fornisce un’analisi completa della questione" ed è "la prima a fornire una prospettiva Sud-Nord e non viceversa". Non mancano risultati nuovi: si evidenzia, ad esempio, che "i paesi Med-Mena, pur rimanendo una fonte importante di emigrazione, sono al tempo stesso una regione di transito e di destinazione finale per i migranti". Rispetto alle destinazioni dei flussi, poi, emerge che i paesi arabi produttori di petrolio e la Libia sono la seconda destinazione delle migrazioni dell’area mediterranea" dopo l’Unione europea. ” ” ” ” ” ”