PAKISTAN: CARITAS LOCALE, MIGLIORA L’ACCESSO ALLE “AREE PIÙ REMOTE”. L’EMERGENZA FREDDO

“Stiamo tentando di raggiungere gradualmente le comunità più bisognose e le aree più remote” anche grazie al “nuovo centro di coordinamento delle operazioni a Mansehra, nel Nord del Paese, utilizzabile anche come punto di distribuzione degli aiuti”. A parlare è mons. Joseph Court, vescovo di Faisalabad e direttore di Caritas Pakistan, nove giorni dopo il terremoto che lo scorso 8 ottobre ha colpito la regione pakistana del Kashmir provocando oltre 40mila vittime e 57mila feriti. Molte le offerte di aiuto arrivate dalla rete internazionale Caritas, ma pure dai cittadini pakistani. Il sisma ha raso al suolo le città di Balakot e Bagh ed ha provocato gravi danni alle reti stradale, elettrica e idrica. “Nonostante le pessime condizioni delle strade stiamo lavorando per portare i beni di prima necessità ai più bisognosi, oltre a tende e coperte, prima delle nevicate invernali, alle migliaia di famiglie rimaste senza tetto” ha detto il segretario generale Caritas, Anita Jacolin Gill. Il coordinatore degli aiuti, Tariq Raza, conferma l’emergenza freddo e riferisce le parole di un ex negoziante di Balakot: “Possiamo sopravvivere mangiando erba, ma non ce la faremo senza un riparo dalle temperature gelide della stagione delle nevi”. Il rischio, fa sapere uno dei medici di Caritas Pakistan, Mateen Ahmed Ahaheen, è che “senza adeguati ripari dal gelo si possano sviluppare gravi infezioni respiratorie”. E intanto, il prezzo delle tende nel Paese in pochi giorni è più che raddoppiato.