"Digiunare per la conversione dei delinquenti" è per il vescovo di Locri la “più efficace forma di non-violenza, che da sempre le coscienze coraggiose hanno attuato, per risvegliare le coscienze dei deboli, allenandoci così ad un’etica di speranza e di coraggio”. Bregantini, chiede, quindi, nello stesso tempo, che lo Stato, cioè “la coscienza di chi ci guida e ci governa prenda seriamente a cuore il ‘caso Calabria che finora è stato non solo sottovalutato ma soprattutto dimenticato”. Per questo occorrono indagini “più intelligenti ed organizzate, per scovare assolutamente i colpevoli ed assicurarli alla giustizia e alla gogna di tutti. Chi fa il male deve essere umiliato nel suo falso ‘onore’ perché ritrovi la forza di cambiare. Se occorre, la zona deve essere militarizzata, perché i colpevoli sentano la forza dello Stato”. Bregantini chiede anche “una forte purificazione economica” perché è “il denaro che interessa alla ‘ndrangheta”. La Guardia di Finanza deve poter seguire, con tutti i mezzi più raffinati e moderni, “il crescere dei circuiti economici, come gli appalti, le costruzioni, i giri del denaro, l’arroganza dell’usura, il gioco interessato e spesso miope delle banche". (segue)