Secondo il vescovo di Locri, l’assassinio di Fortugno, è un “orribile fatto" che “ci spinge a reagire operando precise scelte coraggiose: ridare speranza, raccogliendo la forte indignazione che sale al cielo dal cuore ferito di tutti gli uomini e donne di buona volontà; accrescere la stima per la vita e l’impegno della classe politica, chiedendo ad essa di star vicino alla gente, ascoltare, capire, intrecciarsi con le loro attese e speranze; attuare una forte, vasta e decisa purificazione etica, in tutti gli ambienti”.
Occorre, quindi, mantenere “vigili le coscienze, di fronte ad ogni male, anche piccolo, chiedendo a tutti, sacerdoti e laici, di essere coraggiosi e consequenziali anche fino al martirio; pregare sempre di più, specie davanti all’Eucaristia, in un’adorazione che abitui ed alleni tutti noi, specie i giovani, ad adorare solo e soltanto la grandezza di Dio, senza mai piegare il capo di fronte al male e di fronte agli altri idoli, per non essere succubi dei prepotenti; digiunare per la conversione dei delinquenti”. (segue)