SCUOLA CATTOLICA: NOSIGLIA (CCEE), "PIÙ QUALITÀ E FORMAZIONE PER INCIDERE IN EUROPA"

Qualificare i docenti e formare le famiglie: è la strada che indica mons. Cesare Nosiglia, vescovo di Vicenza e delegato del Ccee (Consiglio delle conferenze episcopali europee) per la catechesi, la scuola e l’università, per il rilancio e lo sviluppo delle scuole cattoliche in Europa. Mons. Nosiglia ha aperto oggi a Roma un seminario di due giorni (chiude domani) dei vescovi europei responsabili delle scuole cattoliche e dei rappresentanti del Comitato europeo educazione cattolica (Ceec). “È giunto il momento – ha detto mons. Nosiglia – di lavorare perché l’offerta formativa della scuola cattolica sia sempre più apprezzata a pieno titolo come servizio culturalmente attrezzato e di valore per tutti gli alunni, dove la persona di ciascuno sia valorizzata e aiutata ad esprimersi compiutamente nel dialogo e incontro con gli altri”. Per questo occorre qualificare sempre di più “l’insegnamento e la presenza” delle varie componenti scolastiche. Una qualificazione “sul piano del contenuto e degli obiettivi, ma anche su quello della identità umana, cristiana e professionale, da perseguire nella scuola e con la scuola a servizio di ogni singolo alunno e della sua crescita integrale”.
Tre i piani su cui deve misurarsi la formazione permanente del docente di scuola cattolica: “quelli della soggettività culturale, sociale ed ecclesiale”. Per mons. Nosiglia “lo scadimento della qualità dell’offerta educativa è certamente una delle cause che poi si traducono in difficoltà economiche e gestionali”. Servono “solide conoscenze e capacità operative adeguate", insieme a "riferimenti ideali e valoriali". Decisivi, poi, il radicamento sul territorio e lo stretto rapporto docente-parrocchia.