"Assistiamo tutti quelli che hanno bisogno, senza distinzioni di razza, religione o cultura. Mentre però facciamo tutto questo, riconosciamo che la fede è un dono di Dio, ed è impossibile comprarlo o scambiarlo con beni materiali e con la filantropia". Ha risposto così mons. Joseph Prathan Sridarunsil, vescovo di Suratthani (Thailandia), e presidente dell’omonima fondazione che organizza gli aiuti per le vittime dello tsunami, alle accuse di alcuni giornali thailandesi che nei giorni scorsi sostenevano che i cristiani "convincono i Morgan (nomadi del mare delle Andamane, che non hanno diritti sulle terre, ndr) a convertirsi in cambio di case nuove". "La notizia riferisce AsiaNews – ha sconcertato tutti i cattolici che ogni giorno operano per aiutare le vittime dello tsunami senza nessuna intenzione di convertire in maniera forzata". "Le organizzazioni cattoliche ha precisato il vescovo in un’intervista rilasciata a giornali cattolici operano seguendo 4 regole: una riguarda l’ispirazione, una la politica, un’altra la procedura e l’ultima i destinatari delle vittime". "Sono passati 10 mesi dallo tsunami ha sottolineato – e molte organizzazioni hanno terminato le loro missioni. Noi invece siamo ancora qui perché la gente ha bisogno del nostro aiuto e della nostra amicizia e sincerità. Noi cattolici siamo benvenuti da buddisti e musulmani, e anche dai Morgan dato che li rispettiamo e li amiamo senza interferire nella loro vita o cultura".