SINODO DEI VESCOVI: CARD. ARINZE, “COMPASSIONE” E “FERMEZZA” PER I DIVORZIATI RISPOSATI, LE DIFFERENZE TRA “NULLITÀ” E “DIVORZIO” (2)

” “Rispondendo ad una domanda su una preseunta contraddizione tra la tendenza a “regolare le situazioni irregolari”, emersa dal Sinodo, e la richiesta più volte ribadita da Giovanni Paolo II ai tribunali ecclesiastici per un maggior “rigore” nell’annullamento dei vincoli matrimoniali, Arinze ha ribadito la grande differenza che esiste tra “nullità” e divorzio: “Se un tribunale ecclesiastico esamina un matrimonio fallito, vuol dire che si riteneva che non fosse valido fin dall’inizio; qualche volta risulta vero, qualche volta no. Ben altra cosa è il divorzio, che la Chiesa non accetta”. “Se un tribunale ecclesiastico dichiara invalido un matrimonio, non c’è inganno”, ha ammonito il cardinale. Citando l’insegnamento di Giovanni Paolo II in materia, Arinze ha fatto notare che “quando il Santo Padre diceva che dobbiamo lavorare secondo verità, non intendeva certo dire che quando un matrimonio risultava realmente invalido i tribunali ecclesiastici non dovevano dichiararlo tale”. Dal card. Juan Sandoval Iniguez, arcivescovo di Guadalajara (Messico) e presidente-delegato del Sinodo, è giunto un auspicio che “la burocrazia dei tribunali ecclesiastici non sia pesante, prevedendo tempi giusti che non gravino sulla sofferenza della gente”.