” ““Non abbiamo il potere di sciogliere un matrimonio valido davanti a Dio e alla Chiesa”. Un invito a considerare la condizione dei divorziati risposati “non come una legge della Chiesa, ma come una legge di Dio” è venuto oggi dal card. Francis Arinze, presidente della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti e presidente delegato del Sinodo, nel corso della seconda conferenza stampa dell’assise dei vescovi, in corso in Vaticano fino al 23 ottobre. “Se due persone si sposano, e se quel matrimonio è valido davanti a Dio e alla Chiesa ha ricordato il porporato rispondendo alle domande dei giornalisti noi ministri non abbiamo il potere di scioglierlo. Purtroppo queste persone soffrono, ma una cosa è avere compassione per loro come invita a fare Giovanni Paolo II nell’esortazione post-sinodale “Familiaris Consortio” tutt’altra cosa è dire che possono trovare un altro marito o un’altra moglie e fare la comunione”. “Davanti a queste situazioni di sofferenza ha aggiunto Arinze bisogna dire che queste persone restano membri della Chiesa, ma che in quello stato di vita non possono accedere alla comunione, perché la loro situazione di vita non riflette più quell’immagine di matrimonio che la fede ci insegna” (segue).