“Dobbiamo trovare una risposta efficace al problema dell’immigrazione. Occorre tener conto della questione umanitaria, ma anche delle implicazioni relative alle norme vigenti e alla sicurezza. Se non lo faremo, l’immigrazione verso l’Europa – con particolare riferimento agli arrivi illegali – assumerà proporzioni che non saremo più in grado di gestire”. Il commissario Jàn Figel è intervenuto oggi al Parlamento europeo, riunito a Bruxelles: l’ordine del giorno della seduta è stato profondamente rivisto all’ultimo momento proprio per mettere al primo punto una discussione sul tema dell’immigrazione. “Certo non saranno i muri e il filo spinato a bloccare i profughi che bussano alle nostre frontiere – ha aggiunto Figel -. L’impegno deve essere a più vasta portata e deve coinvolgere i paesi da cui partono i profughi”. La recente ispezione al centro di raccolta di Lampedusa da parte di una commissione del Parlamento europeo, gli ultimi sbarchi a Malta e, soprattutto, i gravi fatti di Ceuta e Melilla (definita da alcuni parlamentari “frontiera militarizzata” e “luogo di barbarie”), con numerose vittime, hanno convinto i vertici dell’Assemblea e i gruppi politici a dare priorità alla questione. Il dibattito ha sollecitato un impegno interistituzionale dell’Ue e un rafforzamento dei rapporti con i paesi che si affacciano sul Mediterraneo. Fra gli altri temi che saranno trattati nella sessione figurano la “strategia europea verso l’Africa”, una raccomandazione sull'”apertura continentale” del sistema universitario, le preoccupazioni dei 25 riguardo il programma nucleare dell’Iran.