SINODO DEI VESCOVI: CARD. NICORA, RISCHIA DI “SCOMPARIRE” LA PRASSI DELLE OFFERTE NELLE MESSE, LA “FORMAZIONE” ANTIDOTO A “RISCHI” E “AMBIGUITÀ”

” ““Se nessuno più ne parla e ne espone le ragioni e il valore”, anche la prassi dell’offerta fatta dai fedeli per la celebrazione della messa “è destinata a consumarsi”. Così il card. Attilio Nicora, presidente dell’Amministrazione del patrimonio della Sede apostolica (Apsa), intervenendo oggi al Sinodo dei vescovi. L'”antica prassi” delle offerte, ha ammesso il porporato, “è esposta a rischi e ambiguità”: da qui la necessità della “vigilanza dei pastori” e della “rigorosa correttezza da parte dei sacerdoti nel rispetto della volontà degli offerenti”. “L’antidoto migliore contro tali rischi – ha affermato Nicora – resta la formazione delle coscienze, che metta in luce il valore autenticamente spirituale di questa forma di partecipazione eucaristica, totalmente al di fuori di ogni logica contrattualistica e commerciale, e ne fondi così la pratica motivata, premurosa, rigorosa”. Ribadendo il “dovere di istruire i fedeli in questa materia mediante una catechesi specifica, riconoscendone l’alto significato teologico”, Nicora si è soffermato sui “grandi valori che il gesto dell’offerta può e deve esprimere”, in quanto “è una forma di partecipazione personale al sacrificio eucaristico riconosciuto nel suo grande rilievo spirituale; è la privazione di beni propri, in spirito di sacrificio e di solidarietà, perché sia resa gloria a Dio e siano promossi alcuni fini della Chiesa; è un modo assai concreto e utile per concorrere alla realizzazione delle attività apostoliche della Chiesa”.