"La memoria è una risorsa che molto spesso si appanna, ma noi non dobbiamo permetterlo soprattutto quando è in gioco una figura-chiave della cultura, come quella di padre Agostino Gemelli, ideatore e fondatore con Ludovico Necchi e Armida Barelli dell’Università cattolica di Milano". Ieri sera, ha esordito con queste parole, nell’aula Bontadini, il Magnifico Rettore Lorenzo Ornaghi, durante l’incontro di presentazione del libro di Agostino Picicco, Padre Agostino Gemelli (edizioni Messaggero di Padova). "Scrivere un volume divulgativo su questo fondatore è un modo per dare la possibilità ai più giovani di conoscere un uomo grande che ha lottato per investire in cultura, creare le basi per trasformare il mondo, educare a essere dispensatori di bene", ha aggiunto Picicco. Tenace e lungimirante come un manager, appassionato di Dio come un mistico, Agostino Gemelli ha avuto il grande merito di portare a sereno e proficuo confronto il dualismo fra chiesa e mondo tecnico-scientifico, tra fede e progresso e di far tornare i cattolici protagonisti nella politica e nella cultura. "Ma, al di là di tutto questo, il fondatore della Cattolica è stato anche e soprattutto un francescano", dice Paolo Ferrario, vicario provinciale dei frati minori di Lombardia. "Padre Gemelli, come il povero d’Assisi, ha avuto una conversione sofferta, ha mantenuto costante il colloquio con il Crocifisso, ha fatto della letizia dell’anima, il motivo ispiratore della sua vita", conclude Ferrario.” “