BOSNIA ED ERZEGOVINA: CARITAS E ORGANIZZAZIONI ORTODOSSE, EBREE E MUSULMANE, “POVERTÀ IN AUMENTO. SERVONO RIFORME SOCIALI E POLITICHE"

A dieci anni dalla fine della guerra in Bosnia ed Erzegovina "la povertà non solo non è stata debellata, ma è aumentata": i più colpiti sono i profughi che ancora stanno rientrando, i disoccupati, i bambini. Da qui l’invito alle autorità bosniache ad "avviare senza indugi riforme socio-politiche ed economiche". Sono tante le denunce e le richieste contenute nel documento comune "per la riduzione e la prevenzione della povertà" sottoscritto oggi dalle organizzazioni caritative cattoliche, ortodosse, musulmane ed ebree della Bosnia ed Erzegovina, a conclusione del convegno "Dieci anni dalla pace di Dayton: i volti della povertà", in corso oggi a Sarajevo per iniziativa della Caritas di Bosnia Erzegovina, con il patrocinio di Caritas Europa e il sostegno di Caritas italiana. Il documento – che verrà inviato alle istituzioni nazionali ed europee – denuncia la "corruzione" presente nel Paese, il "confuso ordinamento politico-legale", la mancata assistenza statale ai profughi che tornano, le enormi disuguaglianze sociali tra "un esiguo numero di benestanti e la stragrande maggioranza della popolazione che vive in povertà". E chiede "riforme socio-politiche ed economiche" che garantiscano "l’ordinamento democratico, lo stato di diritto e pari opportunità per tutte le persone, indipendentemente dalla loro appartenenza etnica o religiosa". (segue)