OTTO PER MILLE: MONS. BETORI, NON SOLO QUESTIONE DI “FIRME”, SMANTELLARE I “PREGIUDIZI” SU PRESUNTI CONFLITTI TRA STATO E CHIESA (2)

Il nuovo sistema, articolato sulla “doppia via” delle offerte deducibili e dell’otto per mille- ha ricordato mons. Betori – è quindi fondato “su una libertà che affonda le radici della reciproca fiducia”. Un principio, questo, che in Italia “viene periodicamente e con insistenza messo in discussione da alcuni, seppur limitati, settori dell’opinione pubblica”:” Non ci spaventano – ha commentato il segretario generale della Cei – perché la gente sa che ci si può fidare della comunità ecclesiale e del suo servizio alla società, nelle diverse finalità che la legge prevede: e noi abbiamo fatto della trasparenza un metodo per rendere conto dell’uso del denaro che la gente ci affida”. Betori si è scagliato soprattutto contro alcune imprecisioni "strategiche" presenti su "alcuni organi di stampa a larghissima diffusione in questi ultimi mesi", secondo i quali la quota dell’otto per mille andrebbe "al Vaticano", o il rendiconto della Chiesa sulle offerte sarebbe "incompleto", quasi "avessimo qualcosa da nascondere"." Viene da domandarsi – si è chiesto Betori – se si tratti di clamorosa ignoranza, di banale – benché reiterata – distrazione,. Oppure di sbagli voluti al fine di contrastare, slealmente, la verità che il Servizio promozione da anni va dicendo sulla destinazione dei fondi: i preti a servizio incondizionato della gente, i poveri in Italia e all’estero, la possibilità per tutti di esprimere liberamente la propria fede in una chiesa, un oratorio, un santuario".