SINODO DEI VESCOVI: CARD. DANNEELS (BELGIO), L’EUCARISTIA ANTIDOTO AI "PARADOSSI" DELLA GLOBALIZZAZIONE

” “Un obiettivo importante del Sinodo dei vescovi è "lavorare affinché tutte queste ricchezze giungano a radicarsi un una cultura postmoderna che è, sotto certi aspetti e a prima vista, sfavorevole a tale radicamento". Lo ha detto il card. Godfried Danneels, arcivescovo di Bruxelles e presidente della Conferenza episcopale del Belgio, intervenendo ieri pomeriggio alla settima Congregazione generale. "La nostra cultura – ha proseguito il porporato – è piena di paradossi": "Per l’uomo contemporaneo la percezione dell’invisibile è difficile, eppure vi è un sicuro interesse per tutto ciò che si trova al di là dell’orizzonte, al di là del sensibile, del razionale, dell’efficacia e della produttività". L’uomo contemporaneo, per Danneels, è oltretutto "un uomo di azione, ma in quest’uomo si nasconde anche un’immensa sete di gratuità, del dono; non ama il rito a causa della sua ripetitività e della sua monotonia, tuttavia inventa sempre i propri riti; l’escatologia cristiana sembra dimenticata e persino ingannevole, ma non vi è mai stata una simile sete di un mondo migliore e un così grande bisogno di speranza". Per quanto riguarda l’ambito propriamente liturgico, secondo il cardinale belga  "anche se il simbolismo della liturgia eucaristica non viene percepito bene né apprezzato, non si può dire che la nostra cultura sia cieca verso i simboli, ne inventa continuamente di nuovi". "L’uomo contemporaneo – ha fatto notare Danneels a proposito dei riti cristiani – vuole muoversi e le nostre liturgie spesso sono diventate molto attive, persino attivistiche. Ma dimentichiamo che in molti dei nostri contemporanei vi è una autentica sete di silenzio". Tutti questi elementi della nostra cultura, ha concluso il cardinale, "portano in sé dei semi per un’evangelizzazione della nostra cultura, e la migliore evangelizzazione è proprio la celebrazione della liturgia".