Sono più di 600 milioni nel mondo gli "over 60", e si calcola che nel 2.050 tali cifre si triplicheranno. E’ a partire da queste previsioni statistiche che mons. Migliore, osservatore permanente della Santa Sede all’Onu, ha chiesto di "ripensare il ruolo degli anziani nella società", come antidoto alla "stigmatizzazione" e all’"esclusione" dovute agli effetti perversi della globalizzazione. Intervenendo ieri alla terza commissione della 60° Assemblea generale dell’Onu, l’esponente vaticano è partito dal fatto che "le persone oggi vivono più a lungo" per chiedere che gli anziani "rimangano parte della società e continuino a dare il loro contributo al mondo, sia nel volontariato sia in ambito lavorativo", a cominciare dal "semplice apprezzamento della loro presenza nella propria famiglia d’origine". In particolare, secondo Migliore gli anziani hanno diritto di accesso alle cure mediche e ad un’"adeguata nutrizione", ma anche ad una "pensione sociale di base" o alla "protezione dei diritti pensionistici", soprattutto nei Paesi poveri. A monte di tutto questo, ha sottolineato però il relatore, è "importante" promuovere "compassione, amore, rispetto, apprezzamento e riconoscenza" per gli anziani, che troppo spesso sono "dimenticati"; a causa dell’"impatto della globalizzazione", dei fenomeni migratori e della "frammentazione" dei nuclei familiari.