San Francesco "è stato afferrato da Cristo così profondamente da porre in Lui tutto il senso della sua esistenza, comprendendo tutta la realtà da questo punto di vista". È l’avvenimento centrale della vita del patrono d’Italia, come ha ricordato stamattina mons. Caffarra, arcivescovo di Bologna e presidente della Conferenza episcopale dell’Emilia Romagna, nel corso della messa solenne nella cappella papale della basilica di san Francesco ad Assisi. "Nel suo Testamento ha aggiunto l’arcivescovo Francesco descrive questo ‘capovolgimento di prospettiva’ con le seguenti parole: ‘ciò che mi sembrava ripugnante si è mutato in me in dolcezza dell’anima e della carne’". E in questa luce si capisce anche la scelta della povertà: "Ciò che conquista Francesco ha precisato mons. Caffarra non è un qualsiasi ideale o progetto di povertà; ancor meno un’utopia sociale. È la ‘povertà’ di chi è ‘altissimo Signore’: è l’umiliazione di Dio nel mistero della sua Incarnazione. Afferrato e conquistato da Cristo, egli non ha più bisogno di niente. La povertà è il segno esterno di chi ha fatto una rinuncia ben più radicale, l’unica assolutamente necessaria: a se stesso per far posto a Cristo, per seguirne interamente la vita".” ” ” ” ” ”