Di fronte “alla paura del vuoto” che ci spinge “a riempire la domenica di tante iniziative” è necessario “diventare capaci di respirare con il ritmo di Dio, di mettere al centro l’uomo”. In tale prospettiva “per chiunque voglia prendere sul serio l’invito a santificare il giorno del Signore, il tempo della e per la famiglia diventa un banco di prova estremamente significativo”. E’ un passaggio della riflessione “Il giorno del Signore: un dono per l’uomo”, elaborata dall’Azione cattolica di Milano, mentre è in corso in Vaticano il Sinodo dei vescovi a conclusione dell’anno dedicato all’Eucaristia, “per tentare di vivere la domenica come giorno di riconciliazione con se stessi, con gli altri e, prima di tutto, con Dio”. “La domenica” si legge nel documento che il presidente diocesano Fabio Pizzul presenterà il prossimo 7 ottobre (Salone Pio XII di via S. Antonio 5, ore 18.30) durante un incontro con il priore della comunità monastica di Bose, Enzo Bianchi, “non è una parentesi nell’attività frenetica della settimana, diventa piuttosto il giorno capace di svelare il senso di tutto quanto accade negli altri giorni, senza contrapporsi ad essi, ma illuminandoli di una luce che non può che giungere dal mistero eucaristico”. La domenica, infatti, “forma al dialogo con Dio e i fratelli, educa al martirio, spinge al servizio, educa alla missione”. Di qui l’invito conclusivo a “considerare la domenica come lo specchio in cui riconoscere il nostro modo di vivere la fede” lasciandoci “interpellare dal Vangelo”.