Mentre oggi i musulmani d’Italia iniziano il mese di Ramadan, mese di astinenza e purificazione spirituale, gli ebrei italiani celebrano sempre nella giornata di oggi il capodanno, inaugurando il mese di Tishri, il settimo del calendario giudaico: è Rosh Hashanah (alla lettera: l’anno nuovo). A questo giorno segue un periodo di dieci giorni che porta a una delle feste più importanti del calendario ebraico, il Giorno dell’espiazione o Yom Kippur (13 ottobre). Per l’occasione, Amos Luzzatto, presidente dell’Unione delle Comunità ebraiche italiane ha inviato un messaggio: "Affronteremo il periodo che si chiama nel nostro linguaggio bein kese le-asor, fra il Capodanno e il giorno di Kippur: si raccomanda in questo periodo di riconciliarsi col proprio simile chiedendo scusa per eventuali offese recategli. Dobbiamo farlo tutti, io per primo". "Anche per noi cristiani commenta padre Giulio Michelini, francescano ed esperto di ebraismo – sono importanti i giorni del calendario ebraico. Gesù, ebreo, ha celebrato con la sua gente le feste di cui ancora oggi il popolo dell’alleanza fa memoria, e i primi cristiani, come anche recentemente è stato dimostrato, hanno continuato per vario tempo, dopo la risurrezione di Gesù, ad osservare il digiuno del Kippur. Forte è il grido di preghiera che si alza in questi giorni dal popolo dell’alleanza, e che sfocerà nella richiesta di perdono per i peccati di Israele e di tutta l’umanità".” “