"C’è sempre il pericolo che una figura, anche di un santo, sia usato secondo le esigenze del tempo. Mentre per San Francesco bisogna andare alle radici della sua esperienza religiosa". E’ l’invito lanciato da mons. Wilhelm Emil Egger, vescovo di Bolzano nonché cappuccino, nel giorno in cui l’Italia ricorda la figura del Santo esaltandone i valori della pace e del dialogo. Spiegando in un’intervista al Sir dove Francesco ha attinto questi valori, il vescovo Egger risponde: "Lui ha incontrato Gesù nel Vangelo, nel Crocifisso, nella Eucaristia. Lo ha incontrato nei poveri. Anche dagli scritti di San Francesco emerge un grande senso di Dio. In Dio è la radice di tutta la sua vita. E poi personalmente lui ha vissuto anche la trasformazione verso Gesù Crocifisso. L’incontro con il Crocifisso nella Chiesa di San Damiano si staglia all’inizio della sua vocazione e tutta la vita si è trasformata da questo incontro fino a ricevere le stigmate. Le stigmate sono il segno esteriore di una radicale trasformazione interiore".