CONGO: SUORE SALESIANE IN SCIOPERO DA UN MESE CON GLI INSEGNANTI, CHIEDONO "EDUCAZIONE PER I GIOVANI"

Scioperano da circa un mese, insieme agli altri insegnanti, le suore salesiane delle scuole cattoliche del Congo, per chiedere al governo "di farsi carico dell’alfabetizzazione e promozione culturale delle giovani generazioni". Nella Repubblica democratica del Congo, infatti, solo il 40% della popolazione giovanile va a scuola, mentre il restante 60% è analfabeta, quindi è più esposta allo sfruttamento da parte della criminalità. In una lettera indirizzata alle consorelle italiane, 14 comunità di suore salesiane (Figlie di Maria ausiliatrice) di Kinshasa, Katanga e Bujimay che si occupano di educazione lavorando nelle "Scuole convenzionate cattoliche" hanno deciso il 5 settembre scorso di iniziare lo sciopero, con l’appoggio dei vescovi congolesi. "Attualmente la situazione è disastrosa, soprattutto quella delle ragazze, oggetto di violazione dei più elementari diritti umani – scrivono suor Maria Luisa Tapparo e suor Maria Cristina De Lucia -. Lo Stato paga gli insegnanti delle scuole pubbliche e convenzionate con un salario che va dai 12 ai 28 euro al mese, e spesso il contributo mensile non arriva. Il rimanente è a carico della famiglie. Questo spiega perché l’analfabetismo, il lavoro minorile e la violenza siano così diffusi. Famiglie che vivono nel degrado sociale e culturale non possono permettersi il lusso di pagare le tasse scolastiche". (segue)