SINODO DEI VESCOVI: MEDITAZIONE DEL PAPA, I "CINQUE IMPERATIVI" E LA "PROMESSA" (2)

"Non solo correggere, ma anche consolare, condividere le sofferenze dell’altro, aiutarlo nelle difficoltà". Nella sua meditazione ai padri sinodali, il Papa ha parlato del "vero affetto collegiale", da dimostrare "nelle tante situazioni difficili che nascono oggi nella nostra pastorale", quando "qualcuno si trova realmente un po’ disperato, non vede come può andare avanti". Il primo imperativo da seguire, in questo caso come nella "grande opera di misericordia" che è la correzione fraterna, è secondo Benedetto XVI la "molta umiltà e amore", grazie alla quale i vescovi possono trovare la forza di "dare coraggio" gli uni agli altri,per "portarci insieme, appoggiarci insieme, aiutati dallo Spirito Santo", ha aggiunto il Santo Padre. Sul piano teologico e pastorale, Benedetto XVI ha invitato i suoi confratelli ad avere "la stesa visione fondamentale della realtà, con tutte le differenze che non solo sono legittime ma anche necessarie". "Abbiate lo stesso pensiero sostanzialmente", è il monito papale, che ha ricordato che "è la fede della Chiesa il fondamento comune che ci porta". Come ausilio per "pensare con il pensiero di Cristo", il Papa ha suggerito la "lectio divina", che aiuta ad "avere i sentimenti di Cristo" ed "essere capaci di dare agli altri anche il pensiero di Cristo". L’ultimo imperativo raccomandato dal Papa è il "pacem habete": "Solo se siamo fondati su una profonda pace interiore possiamo essere persone della pace anche nel mondo, per gli altri", ha osservato il Santo Padre, secondo il quale la "grande consolazione" consiste per il cristiano nel fatto che Dio, grazie all’Incarnazione di Cristo, "è uomo con noi e abbraccia tutto l’essere umano. Dio ci precede. Ha già fatto tutto. Tutto questo nostro agire del quale parlano i cinque imperativi è un cooperare, un collaborare con il Dio della pace che è con noi".