FINANZIARIA: CEI, L’ESENZIONE DALL’ICI NON È UN "REGALO" PER GLI IMMOBILI DELLA CHIESA

L’esenzione dall’Ici per gli immobili di proprietà ecclesiastica è "già definita per legge", e le disposizioni inserite nell’attuale finanziaria non fanno che "confermarla". A smentire che la manovra finanziaria proposta dal governo "toglie" l’Ici "agli immobili della Chiesa", come titola oggi un quotidiano nazionale, è oggi la Cei. "In riferimento ad alcuni articoli, riguardanti la non applicazione dell’Ici ad immobili utilizzati per attività connesse a finalità religiose, apparsi nei giorni scorsi e ancora oggi sulla stampa, in cui la tematica è affrontata con gravi e fuorvianti inesattezze", l’Ufficio nazionale per le comunicazioni sociali precisa in una nota che "nulla viene ‘regalato alla Chiesa’, in quanto l’esenzione da tale imposta è già definita per legge fin dal 1992 e il recente decreto legge non fa che confermarla, esplicitando gli ambiti di applicazione. Nulla pertanto viene ‘sottratto’ o ‘scippato’ agli enti locali, i quali mai hanno percepito tale imposta e non vedranno pertanto diminuire per questa causa le loro entrate". A conferma dell’illeicità di tale interpretazione delle norme inserite nella finanziaria, una Nota dell’Ufficio nazionale per i problemi giuridici della Cei, che ricorda come nel decreto legge citato non ci sia "nulla di nuovo" e puntualizza che la legge istitutiva dell’Ici prevede "l’esenzione dall’imposta nel caso di immobili utilizzati in maniera elusiva da enti non commerciali (fra cui rientrano per definizione gli enti ecclesiastici", se "destinati esclusivamente allo svolgimento di attività assistenziali,previdenziali, sanitarie, didattiche,ricettive,culturali, ricreative e sportive".