"E’ una pubblicità poco rispettosa di un simbolo che fa parte della nostra cultura. Utilizzarlo insieme alle analogie del termine passione mi sembra gratuito. Potevano risparmiarselo". Commenta così, Piermarco Aroldi, vicedirettore dell’Osservatorio sulla comunicazione dell’Università cattolica di Milano la pubblicità della Playstation, apparsa oggi su alcuni quotidiani, che mostra un volto di un giovane ammiccante con in testa una corona di spine in una foto a tutta pagina, con una piccola scritta "10 anni di passione". "E’ interessante dice Aroldi al Sir in un’intervista (on line su old.agensir.it) che tocca il tema del rapporto tra simboli religiosi e pubblicità – la sovrascrittura dei simboli della Playstation che va letta in continuità con altre campagne precedenti, per esempio quella che parodiava la contestazione femminista. E’ un tipo di scrittura parodistico ed anche un po’ aggressivo che lavora sui simboli altrui per reiscrivere i propri. L’immagine del Cristo sofferente è, se possibile, ‘materiale’ ancora più delicato e significativo di altri simboli religiosi. Qui i pubblicitari hanno lavorato sulla "carne viva" del simbolo. Il Cristo è un simbolo profondamente religioso perché è profondamente umano. In lui si vede il corpo passionato di un uomo. Utilizzarlo insieme alle analogie del termine passione mi sembra gratuito. Potevano risparmiarselo".” ”