"L’etica dell’imprenditore si misura sull’anima del suo lavoro, sul ‘core’ dei suoi interessi, sul suo rapporto con l’impresa e sul contributo alla collettività all’interno degli attuali processi di sviluppo": è uno dei passaggi centrali dell’ "Appello" presentato oggi a Roma dalla presidenza nazionale dell’Ucid (Unione cristiana imprenditori dirigenti) col titolo "Per una nuova responsabilità degli imprenditori". Secondo Giuseppe De Rita, presidente del Censis e già presidente nazionale dell’Ucid dal 1993 al ’96, gli imprenditori oggi rischiano una "crisi di fedeltà" rispetto alle proprie aziende, ai propri prodotti, ai propri dipendenti e sono un po’ vittime dell’ "appiattimento" sul piano dell’"offerta". "Manca ha detto la capacità di fare ‘offerte’ innovative e ciò condiziona lo sviluppo del Paese". Anche Francesco Merloni, presidente Ucid dal 1997 al 2003, ha parlato di "caduta dello spirito imprenditoriale" e di richiamo "ai guadagni facili della finanza" che rischiano di portarci a un "declino dorato". Per l’attuale presidente Ucid, Angelo Ferro, "il feticcio del profitto, idolo su cui tutto si misura" rischia di umiliare il ruolo vero dell’imprenditore, che consiste nel "creare impresa, prodotti, lavoro, distribuendo ricchezza come dono di Dio e frutto dei talenti umani messi in gioco come insegna il Vangelo". L’"Appello" dell’Ucid verrà diffuso presso i venti gruppi regionali e le 80 sezioni provinciali a cui aderiscono quasi 5 mila imprenditori e dirigenti.