"L’utilizzo dei media deve fondarsi su saldi principi etici, chiamando tutti, responsabili e fruitori dei mezzi, all’esercizio della responsabilità personale, verso il singolo e verso la società medesima". Lo ha detto mons. John P. Foley, presidente del Pontificio consiglio delle comunicazioni sociali, che oggi, presso la sala stampa della Camera dei Deputati ha tenuto un intervento sulla lettera apostolica di Giovanni Paolo II, "Il rapido sviluppo" (24/01/2005) indirizzata ai responsabili settore delle comunicazioni sociali. Tre "le linee guida" tracciate da Giovanni Paolo II e ricordate da Foley: "formazione, partecipazione e dialogo". "Indispensabile ha affermato – è la formazione, affinché i media vengano conosciuti ed usati in maniera responsabile, finalizzati al servizio delle persone, senza strumentalizzarle o condizionarle. Fondamentale è poi la partecipazione, perché i media sono un bene per l’umanità ed occorre trovare formule adatte che consentano la più ampia partecipazione alla loro gestione, garantendo in questo modo la massima pluralità". "I valori di verità, giustizia, rispetto, pace, auspicati da Giovanni Paolo II nell’esercizio dei media ha concluso – non appartengono solo alla cultura cristiana, ma al mondo intero, quel mondo che i mezzi della comunicazione sociale possono unire in dialogo, portando ad una profonda conoscenza della diversità e dunque alla comprensione ed all’accettazione dell’altro, nel rispetto dovuto a tutte le realtà".