Più di un milione e mezzo. Tanti sarebbero, secondo le previsioni del dossier statistico immigrazione Caritas/Migrantes, rese note in un comunicato diffuso oggi, "i cittadini non comunitari potenziali soggetti di cittadinanza attiva, che nel 2008 potrebbero cioè esercitare il diritto di voto amministrativo qualora fosse loro concesso". "Tutto questo nell’ipotesi che la concessione del diritto si basi su un soggiorno di 5 anni si legge – e che la normativa sul soggiorno consenta il rinnovo dei permessi a tutti i beneficiari". Il dossier "Immigrati e partecipazione. Dalle consulte e dai consiglieri aggiunti al diritto di voto" verrà presentato oggi nell’aula Magna della Caritas Italiana (ore 11). Il volume fa anche delle previsioni annuali: "Se si votasse nel 2005, in base ai dati dell’ultimo censimento, avrebbero diritto, escludendo i minori e i comunitari (che già godono di tale diritto), 527.000 immigrati che già nel 2001 avevano più di 5 anni di residenza e altri 301.000 che nel frattempo hanno maturato tale requisito, per un totale di 828.000 persone si legge nel comunicato – Se si votasse nel 2006 ad essi si aggiungerebbero altri 72.000 cittadini non comunitari. Se si votasse nel 2008 maturerebbero il diritto anche i 650.000 regolarizzati dalla legge Bossi-Fini. In tale anno, inoltre, circa 100.000 minori figli di stranieri dovrebbero aver raggiunto la maggiore età".