Un voto che garantirà stabilità e che molto probabilmente segna la fine dell’era post comunista. E’ in sintesi quanto ha affermato al Sir l’arcivescovo di Varsavia, mons. Slawoj Leszek Glòdz, commentando l’esito delle elezioni politiche svoltesi ieri in Polonia che hanno visto, secondo i risultati, la vittoria dei Partiti di Centro-destra "Pis" (Diritto e giustizia) e "Po" (Piattaforma civica) ed il crollo della sinistra del presidente Kwasniewski. "Avrei apprezzato un maggior numero di votanti, nonostante gli appelli anche da parte dell’episcopato" afferma l’arcivescovo per il quale sul risultato non ha influito il cosiddetto ‘effetto Wojtyla’ quanto piuttosto i legami dei partiti vittoriosi con il sindacato Solidarnosc. "Sia il Pis che il Po spiega – hanno radici nel sindacato Solidarnosc. I leader di questi partiti, i gemelli Kaczynski e Donald Tusk si conoscono da molto e provengono da Danzica. Questo renderà più facile il processo di governabilità e di stabilità". Circa la sconfitta della sinistra mons. Leszkek Glòdz dichiara che "nonostante si siano rinnovati i post comunisti non possono contare sull’appoggio delle nuove generazioni". La militanza di molti cattolici tra le fila del Pis e del Po fa sperare l’arcivescovo: "sulla concezione della vita, dell’aborto, dell’eutanasia, sul valore da dare alla famiglia c’è ampia convergenza tra i partiti vittoriosi quindi no all’aborto, no alla clonazione, no all’eutanasia e no alla sperimentazione sugli embrioni.