REFERENDUM SVIZZERA: QUOTIDIANO DI LUGANO, "QUESTO VOTO NON È UN SÌ ALL’INGRESSO NELL’UE"

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” “"A differenza di quanto si possa pensare dopo questo parziale sì detto all’Europa, gli svizzeri non hanno assolutamente manifestato un’apertura maggiore verso un’eventuale ingresso nell’Unione europea. Anzi". E’ il commento del giornalista del quotidiano "Il Giornale del Popolo" di Lugano, Luigi Maffezzuoli, al referendum svoltosi ieri in Svizzera, che con oltre il 56% dei consensi, ha approvato l’estensione della libera circolazione delle persone ai dieci ultimi Paesi entrati nell’Unione europea. Per i prossimi cinque anni, dunque, i lavoratori di Estonia, Lettonia, Lituania, Polonia, Slovacchia, Slovenia, Repubblica Ceca, Ungheria, Malta e Cipro potranno arrivare in Svizzera ed offrire le proprie prestazioni. "I cittadini svizzeri – scrive Maffezzuoli in una nota per il Sir – lanciano un chiarissimo segnale al loro governo: continuiamo sulla strada dei patti discussi e approvati volta per volta, su singoli temi. Va bene Schengen-Dublino, va bene la circolazione delle persone (sia pure con cautela…), ma non si parli di ingresso a pieno titolo, con tanto di moneta unica e rappresentanza in parlamento a Bruxelles. Questa è un’altra cosa, e il popolo non la vuole ancora". "Ben cosciente di questo – aggiunge – è proprio lo stesso governo, che ha fatto sapere che a fine ottobre l’esecutivo terrà una seduta dedicata alla politica europea della Svizzera. In quell’occasione si deciderà se ritirare quella domanda d’adesione all’Ue" che risale al 1992, "oppure se dimenticarla ancora una volta e aspettare tempi diversi". Finora, conclude la nota, "il governo ha sempre respinto la richiesta, ritenendo che questo passo irriterebbe inutilmente l’Ue. Ma intanto ha cercato di allargare le prospettive di politica estera, allontanandosi pian piano dall’obiettivo dell’adesione. E con un occhio sempre più interessato guarda ai rapporti con gli Stati Uniti e con i Paesi emergenti dell’Asia, Cina in testa".
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